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5 febbraio 2020

FLATLANDIA di Edwin A. Abbott


Un giorno un amico mi ha regalato FLATLANDIA, un libro che come sottotitolo riporta “racconto fantastico a più dimensioni”. Confesso che se non avessi temuto la classica domanda Ti è piaciuto il libro che ti ho regalato? probabilmente non avrei nemmeno iniziato a leggerlo. Mi aspettavo di trovarmi di fronte ad una storia di fantascienza, con UFO e improbabili mostriciattoli in un mondo spaziale.
Invece no.

15 gennaio 2020

IO SCRIVO. E AMO.


Scrivere è facile. Basta raccontare qualcosa. Questo è il pensiero condiviso da molte persone.
Il mio professore alla scuola di scrittura, interrogato in merito alla questione, rispose che molti si improvvisano scrittori ma che, come per chi racconta le barzellette, c’è chi lo sa fare bene e chi no. 
Ci vuole impegno, studio e infine, non per ultimo, anche la dote.
Non so se a me riesca bene o se io abbia le qualità necessarie, ma farlo mi piace. 
È una spinta irrefrenabile che mi viene da dentro, come se nella mente scorresse un film che amo condividere tramite parole messe in fila, nero su bianco. È l’espressione concreta di pensieri, immagini, suoni, emozioni che vivo nella vita reale o che elaboro con la fantasia.
La mia è una  passione “tardiva” ma, come succede con ogni amore di mezza età, è molto intensa. Talvolta è una necessità, altre un desiderio.
Scrivere è la mia vita.
Sono io.

Susanna 15.01.2020




29 settembre 2019

5. SITIS VIVENDI



SITIS VIVENDI è un insieme di storie di donne normali, come quelle che ci stanno accanto nell'autobus o che incrociamo al supermercato che vivono le loro esistenze lottando e invocando la vita. Alcune appaiono fragili e indecise, altre forti o indifferenti, ma tutte ugualmente determinate: vogliono vivere, non subire la vita! Aprendo una finestra per sbirciare nella loro quotidianità, può capitare di aver voglia di sgridare la protagonista per farle capire che sbaglia, o di avvicinarci per stringerle la mano.

Per poter leggere gratuitamente le prime venti pagine del libro, cliccate QUI : verrete indirizzati sul sito Ilmiolibro.kataweb

4. GIORNO DOPO GIORO



...un foglio bianco. Ci puoi disegnare la tua vita, a lievi tratti o marcando con decisione, delineando ombre e confini o sfumando l' infinito a colori. Un foglio bianco, senza cancellature, senza immagini preimpresse in bianco e nero da riempire, niente righe da seguire o quadretti per incasellare. Un foglio bianco serve anche ad accendere il fuoco: lo appallottoli e lo butti nel caminetto. In un lampo la fiamma sarà ravvivata. Poco importa se non avrai più un foglio bianco, o se su questo avevi già iniziato a disegnare la tua vita: ci sono molti nuovi fogli bianchi. Solo un foglio bianco. E' questo quello che voglio donarti.

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3. SMALL MESSAGE OF SOUL







Io scrivo e sono felice. La necessità di esternare ciò che sento dentro è iniziata qualche anno fa. Da un'anima che, lacerata, lascia uscire una parte si sè. Ho guardato il mio oggi cogliendo luci, suoni, colori, immagini, emozioni: attimi. Fotografati, scritti, elaborati nell'anima. Con un cellulare in mano ho sintetizzato il possibile, cercando di non perdere il senso delle cose o tralasciare sfumature importanti. Sono diventati SMS che un amico ha ricevuto e trascritto. Con pazienza. Conservando tutto. Per me. Per sè. Per altri. Amore, desideri, sogni di una vita serena e piena di soddisfazioni sono cose presenti nell'immaginario di ognuno e che io, p'erdendomi nel blu degli occhi dei miei figli, mi accorgo di aver realizzato appieno. Io scrivo e sono felice.

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19 agosto 2018

21. VESPE

Ti ho visto
Inciampare e quasi cadere
D’istinto ho allungato la mano
Inconsapevole del nido di vespe

Una mano, una parola
Supponenza infinita, la mia

Mi hai ferito, vespa
Cerotti e linimenti sedano
Ma basterebbe solo una parola
Solo una. A guarire.

...ma non arriverà.

Susanna 18.08.2018

20. A BOCCA CHIUSA

Pensieri aggrovigliati
Dipanando formano parole
In fila indiana escono
Guardinghe a non turbare

Trovando un muro sbattono
Sparse come cocci a terra
Scombinate pendendo il senso
Ammutolite svaniscono

Pensieri aggrovigliati tornano
Senza più parole da formare
Muovono a silenzio
In solitudine ritrovata

Perché il silenzio è solo
Perché il silenzio è vuoto
Perché il silenzio è vuota solitudine

Susanna 18.08.2018

16 maggio 2018

Alla finestra


Strana giornata, oggi...
Strana ma, in un certo senso, rivelatrice: di umori, caratteri, pensieri, atteggiamenti.
Non amo i giudizi, sommari o ragionati e nemmeno i pregiudizi.
Preferisco osservare e pensare. È il ruolo che più sento consono

Un giorno è passato eppure l’amaro in bocca resta...
Più penso, più aumenta...
Tutto dipende dalle parole: dette o taciute.
Talvolta le persone parlano anche se non dovrebbero, altre volte tacciono nonostante sarebbe meglio si parlassero...
Ci sono situazioni di attrito che dipendono dal detto-non-detto ma io vorrei che si riuscisse andare oltre e trovare l’armonia .
Tuttavia se le persone stesse non lo hanno, come può esserci l’equilibrio?
Continuo a sostenere che il Karma Cosmico esista, ma è difficile vivere in serena convivenza quando pare io sia l’unica a vedere sempre un passo più in là dell’oggi...


Susanna 16.05.2016

8 ottobre 2017

RIFLESSIONE

Ferisce di più
Chi non può, chi non vuole o chi dimentica?
La consapevolezza
Di aver dato perle ai porci
Tuttavia
Non modifica la sostanza
I porci non cambiano
Le perle restano tali
Comunque.

Susanna 08.10.2017

4 settembre 2016

22. FLIRT


Estate. Il sole scalda la pelle e la rende infuocata, fuori e dentro. Lui guarda lei, lei guarda lui, il cuore batte e la scintilla scocca. Due adolescenti che vivono un'avventura d'amore, forse la loro prima storia, che durerà un giorno, una settimana, o magari un pochino di più. Immersi uno negli occhi dell'altro si inizia con una parola, seguita da un'altra, che poi si trasformano in dialoghi infiniti. Il primo bacio, le prime carezze che infiammano, nulla di più, perchè la magia è questa: toccare il cielo con un dito semplicemente guardandosi negli occhi o sfiorando le sue labbra in un lieve bacio.

12 giugno 2016

Fermo sulla banchina attendo il treno che mi porterà lei


La stazione è grande. Impersonale. Le gente passa, chi è qui va di là, chi è là corre di qua, tutto un andare e venire senza tregua. Un caos disordinato che, tuttavia, segue una sua logica: assomiglia alla vita. Alla mia.

11 giugno 2016

21. IL PESO DELLE PAROLE

22. IL PESO DELLE PAROLE

Io scrivo e farlo mi rende felice.
La necessità di esternare ciò che sento dentro è iniziata anni fa partendo da un’anima che, lacerata, lascia uscire parte di sé,  Ho imparato a sintetizzare il possibile cercando di non perdere il senso delle cose, o tralasciare sfumature importanti. Ho guardato il mio oggi, cogliendo luci, colori, suoni, emozioni.
Amore, desideri, sogni di una vita serena e piena di soddisfazioni sono cose presenti nell’immaginario di ognuno e io, perdendomi nel blu degli occhi dei miei figli, mi accorgo di aver realizzato appieno.

20. TEMPI MODERNI

Capita.
Di sentirsi stanchi, impotenti: è la primavera, dicono. Se invece la stagione è quella sbagliata la causa è del tempo che non è più quello di una volta, o del cibo che è ormai pieno di conservanti, del progresso che ci rende sedentari e pigri, dei valori che non ci sono più, del computer, del telefonino, i vecchi, i giovani, grassi, magri... insomma, di qualcosa o di qualcuno deve per forza essere colpa. Quasi che trovare la causa o il motivo di ciò che ci capita, di come ci sentiamo sia necessario (indispensabile!) per stare già meglio. Tutto deve essere codificato, inquadrato, gestito e se così non è (o non ci pare sia) è una catastrofe emotiva. Tutto deve essere perfetto altrimenti non siamo... Cosa? All'altezza? Maturi? Trendy? Ma come si acquisisce l'esperienza necessaria a gestire la quotidianità, le situazioni e i momenti difficili?

22 marzo 2016

METAFORE DI ME

Mi perdo nel profumo di polpette e purè con lo zucchero, torta di pane, meringhe con panna, mentre le mie dita seguono curiose il profilo di ricami antichi e vestitini per le bambole. Doverose ricompense preventivate, che attendo come un gatto davanti alla sua ciotola vuota.
Cucciola timorosa, il mio cuore batte al ritmo alternato della pallina. Nascosta sotto il tavolo da ping pong, gli occhi che sbirciano timidamente alla ricerca di una carezza, tra desiderio di compagnia e necessità di non disturbare.
Sorrisi fotocopiati da carta patinata, che riescono ad avvicinare anche gli estranei. Tieni, bimba. È una caramella. Conosci? Du-du du-du dufur!
Corse in bicicletta, come nuvola solitaria nel cielo, beandomi per un alito di vento sul mio viso. Poi le cadute sull’asfalto graffiante. Dolorose, come l’alcool versato a pelle. Ma non mollo e riparto alla ricerca di un nuovo cielo da percorrere.
Adagio, andante, moderato, allegro: varianti di tempo in una calibrata organizzazione di vita, scandita dal regolare ticchettio di un metronomo.
Ordinato.
Ritmato.
Dall’alto della torre, gestisco il corretto andamento del traffico in corso. Il controllo mi rassicura, l’imprevisto è una sfida da riportare tra le righe.
Tutto regolare. Tutto previsto, calcolato, voluto. Tutto, tranne me.
In volontaria ibernazione, cerco una soluzione.
Un respiro.
Il metronomo riparte. Tiiiic, taaaac, tiiiic, taaaac… Lento, lento, come il regolare ron-ron del mio gatto.
Dolci immagini colorano i miei sogni, tra nuvole che corrono sospinte dal vento.
Strappi dolorosi, rimedi laceranti.
Musica ritmata scandisce il tempo, che passa, stemperando il male.
Come baco da seta, mi avvolgo fra strati di coperte e, accarezzando il mio gatto che fa le fusa, mangio una caramella. Alla frutta.

Diventerò farfalla.

SUSANNA
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